Tutti a tavola con Ubu, il sovrano che disumanizza i sudditi.

Mercoledì 27 settembre, alle ore 23:00, presso le Artificierie Almagià è andato in scena lo spettacolo “UBU(S)” della compagnia Pupella-Nogues/Odradek, ispirato all’ opera teatrale di Alfred Jarry. È una compagnia franco-italiana che propone un teatro destinato alternativamente a un pubblico di adulti e di bambini riservando un’attenzione particolare alla loro accoglienza, con l’obiettivo di toccare ogni spettatore.

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Il teatro di marionette fondato nel 1984 a Genoa da Joëlle Nogues e Giorgio Pupella , si trasferisce poi nel 1989 a Tolosa e nel 2005 a Quint-Fonsegrives inaugurando un atelier denominato “Odradek”. I loro spettacoli di marionette, inventivi e curiosi, vengono presentati non solo in Europa ma anche in Corea del Sud e Messico.

UBU-S-

Nel mese di settembre hanno fatto la loro apparizione al festival internazionale dei burattini e delle figure “Arrivano dal mare” (http://www.arrivanodalmare.it/), che torna in Romagna dal 26 settembre al 1 ottobre per la 42esima edizione; uno dei più antichi festival di teatro di figura che ospiterà oltre cinquanta spettacoli per famiglie e adulti con compagnie provenienti dall’ Inghilterra, Francia, Danimarca, Argentina, Brasile, Equador e Italia.

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Il teatro di figura si articola principalmente nel teatro di marionette, burattini e ombre ed è una rappresentazione che prevede l’uso di oggetti i quali prendono vita con l’ausilio dell’uomo. Le marionette e i burattini appaiano semplici oggetti quando sono fermi ma durante lo spettacolo si animano, diventano attori veri e propri e, spesso, dialogano con gli attori sul palco scenico, raccontando storie.

E’ il caso di Ubu, il re-pupazzo che si incuriosisce, sghignazza, sbuffa, si arrabbia, quasi avesse un’anima sua.

Pupella Nogues - Arrivano dal mare

Ubu ha dinanzi a sè la tavola apparecchiata con le pietanze di sua scelta da cui però non sembra essere soddisfatto, fino a che, alzando gli occhi verso l’alto, trova un gallo che presto farà a pezzetti e butterà in pentola, mostrando la violenza, l’insensibilità e la noncuranza che lo caratterizzano. In un secondo momento, gli attori in vesti scure che fino a quel momento si intravedevano nell’oscurità “prendono vita” e interpretano il ruolo dei sudditi di Ubu, il porco dittatore che incute loro terrore. Intimoriti, seguono gli ordini senza contraddirlo, svolgono le mansioni richieste in maniera ripetitiva e schematica, ripetendo le stesse azioni giorno dopo giorno, fino a quando la loro disumanizzazione e completa alienazione son indubbiamente. Lentamente portati alla pazzia, i sudditi si ribellano al dittatore; una reazione a catena: prima un suddito si risveglia, poi l’altro lo segue lasciando il re con una corona che ha la validità di un articolo di bigiotteria, che, senza un popolo su cui esercitare il suo potere non è nessuno. Gli attori si levano le maschere da porci, rivelando i loro veri volti, simbolo del ritorno della loro umanità, che per troppo tempo era rimasta celata.

Una recitazione ottima da parte di entrambi gli attori, ma d’altronde, non ci si poteva aspettare altro dalla compagnia Pupella-Nogues/Odradek. Per chi fosse amante dell’arte dei burattini e della figura si sarà sicuramente deliziato di tutti gli incontri che il festival proponeva e incitiamo chi non ha avuto l’opportunità, di munirsi di carta e penna e segnarsi quando l’occasione si ripeterà per non perdersi nessuno degli spettacoli proposti.

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Alba Mehmeti, Eleonora Casadio.

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